Gerrard
Gerrard Capashen è l'ultimo pezzo del Lascito che Urza ha impiegato secoli a mettere insieme: non un artefatto, ma una persona, cresciuta per trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Cosa che a Gerrard, quando la scopre, non fa nessun piacere.
Nasce nella stirpe dei Capashen di Benalia, ma cresce lontano da casa: la sua famiglia viene uccisa quando è ancora un infante, e il golem d'argento Karn lo porta in salvo presso un clan guerriero di Jamuraa guidato da Sidar Kondo, che lo accoglie come un figlio. Il figlio naturale di Kondo, Vuel, diventa il suo fratello adottivo e il suo migliore amico — finché un giorno, durante il rito di passaggio che dovrebbe rendere Vuel capoclan, Gerrard lo salva da una caduta mortale invalidando la prova. Vuel non glielo perdona mai: giura vendetta, tradisce e sterminando il clan con un esercito di mercenari, uccide Kondo con le proprie mani. Karn, mandato a recuperare i pezzi del Lascito rubati da Vuel, scompare senza lasciare traccia.
Orfano una seconda volta, Gerrard cresce sotto la guida del maro-stregone Multani insieme a Rofellos, elfo di Llanowar, e Mirri, guerriera felina. Quando anche il rifugio di Multani viene distrutto, i tre finiscono a fare i mercenari, finché non incrociano la Cavalcavento della capitana Sisay: Gerrard perde una sfida contro di lei e si ritrova, quasi contro la propria volontà, arruolato nell'equipaggio insieme a Rofellos e Mirri. A bordo trova Tahngarth, il minotauro di Talruum diffidente verso di lui, il nobile taciturno Crovax di Urborg, il mozzo goblin Squee e l'artefice tolariana Hanna, di cui si innamora.
Passano anni a recuperare i pezzi del Lascito, finché un attacco di due mostri di Rath a Urborg — dove Crovax è tornato a controllare la propria tenuta — costa la vita a Rofellos. Distrutto dal lutto e furioso con Sisay per aver messo la ricerca del Lascito sopra la sicurezza dell'equipaggio, Gerrard abbandona la nave insieme a Mirri e torna a Benalia, dove diventa maestro d'armi nell'esercito. Ci vogliono anni e il ritrovamento di Tahngarth, venuto a cercarlo perché Sisay è stata rapita da Volrath, evincar del piano di Rath, per convincerlo a tornare sulla Cavalcavento — stavolta come capitano.
Con l'aiuto del giovane mago tolariano Ertai, mandato da Barrin al posto suo, la nave apre un varco verso Rath. È un piano fatto di roccia viva che Volrath modella a piacere, sorvegliato dalla sua ammiraglia Predator: nello scontro Gerrard cade fuori bordo e viene salvato dalla caduta dagli alberi di Skyshroud, dove incontra gli elfi di Eladamri e scopre da un oracolo di essere il Korvecdal, l'Unificatore delle tribù di Rath contro l'evincar. È qui, parlando con il traditore Starke, che scopre la verità più dura: Volrath è Vuel.
Convinto Eladamri a scoprirsi in una rivolta aperta, Gerrard guida una piccola squadra — Starke, Mirri, Crovax — dentro la Roccaforte per liberare Karn, Tahngarth e Sisay. Il prezzo è alto: Tahngarth ne esce mutato in un mostro dalla furia di Volrath, e sul ponte sospeso della Roccaforte l'angelo Selenia, resa schiava dell'evincar, muore per mano dello stesso Crovax che la amava — un colpo che segna l'inizio della sua rovina. Nelle Sale dei Sogni Gerrard affronta finalmente Volrath e crede di ucciderlo, ma è solo un mutaforma: il vero Vuel resta libero.
La fuga attraverso un antico portale li porta non a casa ma sul piano di Mercadia, dove Gerrard ed equipaggio vengono subito accusati di tradimento e trascinati in una lunga serie di intrighi con il Magistrato della città sospesa, i goblin Kyren che lo manovrano nell'ombra e i ribelli Cho-Arrim. Fra tradimenti di Takara — figlia di Starke, corrotta da Volrath — e la scoperta che la stessa Weatherlight nasconde legami antichi con il piano, Gerrard riesce infine a recuperare la nave e a distruggere un'intera flotta phyrexiana nascosta dentro la montagna di Mercadia, uccidendo quello che crede essere Vuel per l'ultima volta.
Tornato su Dominaria, Gerrard trova l'invasione phyrexiana già cominciata a Benalia. Nella battaglia per chiudere i portali la sua patria viene rasa al suolo, i suoi genitori adottivi crocifissi, ed è costretto a arruolare persino i detenuti della colonia penale di Atrivak pur di mettere insieme una forza. Ma il colpo più duro arriva a Koilos, dove Hanna muore di peste phyrexiana: al capezzale gli dice che lo ha sempre amato, ma Gerrard non riesce a ricambiarla prima che lei si spenga — da quel momento il Gerrard spavaldo e ironico di sempre lascia il posto a un uomo consumato dall'odio per tutto ciò che Phyrexia gli ha tolto.
È proprio alla Battaglia di Koilos che il misterioso Veggente Cieco che segue Weatherlight da Benalia si rivela essere Urza in persona: il planeswalker ammette di aver orchestrato ogni singolo pezzo della vita di Gerrard, dal Lascito ai Metathran fino alla nascita di Gerrard stesso, incrociando linee di sangue per generazioni pur di ottenere un erede degno. Gerrard giura di combattere per Dominaria ma di odiare Urza fino alla morte — un odio che si rivelerà profetico quando, nella seconda ondata dell'invasione, scopre che il nuovo evincar di Rath, al servizio di Yawgmoth, è proprio Crovax.
Catturato da Crovax nella Roccaforte ormai trapiantata a Urborg, Gerrard viene tentato con l'inganno più crudele: Yawgmoth può restituirgli Hanna, a patto che si inginocchi davanti a lui. Accecato dal dolore, Gerrard accetta — e scopre solo all'ultimo che quella non è la sua Hanna, ma un'illusione del dio oscuro. Prima però Yawgmoth lo costringe a un duello mortale contro Urza, privato dei suoi poteri di planeswalker: Gerrard vince, gli strappa la testa dal corpo, e solo quando la finta Hanna gli chiede in premio proprio quella testa capisce l'inganno e si ribella, venendo scaraventato fuori da Phyrexia.
Nella sala del trono di Crovax, rafforzato dal potere che Yawgmoth gli ha lasciato addosso, Gerrard uccide finalmente l'evincar in duello: solo dopo scopre — da Selenia, venuta a raccogliere l'anima dell'amico — che Crovax non era mai stato un mostro per scelta, ma un'altra vittima di Phyrexia come lui. Salvato dai propri compagni proprio mentre la testa mozzata di Urza, ancora viva, lo osserva dal trono, Gerrard raggiunge Weatherlight in tempo per vedere Yawgmoth stesso varcare la soglia di Dominaria.
Nessun piano regge contro il dio oscuro: né la luna di mana bianco lanciata da Karn, né i tentativi disperati di rallentarlo. Resta solo l'ultima verità del Lascito, che Urza rivela con la testa ormai staccata dal corpo: non è una somma di artefatti potenti, ma un unico organismo capace di crescere ed evolversi come ha fatto Karn in mille anni di vita — e per completarsi ha bisogno delle due pietre che Urza porta al posto degli occhi. Con le proprie mani, Gerrard le strappa dal cranio del suo creatore e le consegna a Karn, sapendo che è l'ultima cosa che farà.
Il Lascito funziona, e Yawgmoth muore. Gerrard non vede la vittoria: cade nello stesso istante in cui Dominaria viene salvata, l'ultimo e più pesante dei prezzi pagati da un ragazzo che per tutta la vita ha ripetuto di non voler essere l'eroe di nessuno — e che fino all'ultimo respiro ha fatto esattamente quello che un eroe deve fare.
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