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Ertai di Tolaria

Meditate, di Susan Van Camp
Meditate, di Susan Van Camp

Ertai entra all'Accademia di Tolaria ancora bambino, e si dimostra da subito un prodigio: impara in pochi mesi incantesimi che ad altri maghi costano anni di studio, ed è tanto dotato quanto insopportabilmente presuntuoso. A poco più di sedici anni il maestro Barrin gli conferisce il titolo di Mago Provetto — un riconoscimento che Ertai non ha ancora finito di assaporare quando lo stesso Barrin gli affida il primo vero incarico della sua vita.

Ertai, Wizard Adept, di Terese Nielsen
Ertai, Wizard Adept, di Terese Nielsen

Hanna, la figlia di Barrin, torna a Tolaria a bordo di uno strano vascello volante che ha appena perso il proprio capitano, rapito dal malvagio evincar del piano di Rath. Barrin è troppo occupato per aiutarla, e manda Ertai al suo posto: il giovane mago conquista il rispetto di tutto l'equipaggio della Cavalcavento tranne quello di Hanna, convinta che gli artefatti — non la magia — siano il futuro. Ertai, che ha sempre evitato gli artefatti nei suoi studi, non è d'accordo, ma il nuovo capitano Gerrard Capashen lo ritiene comunque all'altezza della missione di salvataggio. Ertai lascia Tolaria felice soprattutto all'idea di spargere la propria fama per il mondo.

Prima di poter raggiungere Rath, la Cavalcavento deve prima recuperare l'assassino Starke a Bogardan e convincere il nobile Crovax di Urborg a unirsi all'equipaggio. Solo allora Ertai lancia l'incantesimo che, sfruttando il Cristallo Thran, fa planeshiftare la nave fino a Rath — dove ad attenderla c'è la Predatrice, l'ammiraglia dell'evincar Volrath. La battaglia è impari: Gerrard viene gettato fuori bordo dal comandante nemico Greven Il-Vec, i mogg di Greven rubano pezzi del Lascito e lo stesso Cristallo Thran va in pezzi, lasciando la Cavalcavento priva di un modo per andarsene da Rath. Nell'attacco vengono catturati anche il golem Karn e il primo ufficiale Tahngarth, partito da solo a cercarlo.

Soltari Emissary, di Adam Rex
Soltari Emissary, di Adam Rex

Quando però questo avvenne qualcosa andò storto, la Cavalcavento si lanciò nel portale insieme ad i Solitari, ma un'altra nave, la nave da guerra Phyrexiana, la Predatrice stava inseguendo lo scavo.
Urza tentò di fermarla chiudendo il portale, la chiusura danneggiò seriamente lo scafo Phyrexiano e contemporaneamente permise ad i Solitari di salvarsi ed alla Cavalcavento di proseguire per il piano di Mercadia.
La chiusura però finì con il lasciare Ertai solo sullo scafo della Predatrice.

Prima di quel salto, però, Ertai era rimasto a terra da solo a studiare l'antico portale di un canyon vicino, l'unica altra via di fuga possibile ora che il Cristallo era distrutto: è lì che riceve la visita di Lyna, emissaria dei Solitari, un popolo di spettri intrappolati su Rath da secoli. In cambio del suo aiuto contro la Predatrice, Lyna chiede solo che il suo popolo possa finalmente attraversare il portale verso la libertà — ed è così che, quando il portale si apre all'improvviso mentre la Cavalcavento fugge inseguita, Ertai si lancia disperatamente verso la nave degli amici, ma atterra invece sulla Predatrice, che il portale nel richiudersi ha quasi distrutto.

Ertai combattè con la sua magia contro le truppe di Greven finchè non fu troppo esausto e dovette arrendersi. Il mago fu torturato dal Comandante Greven affinchè rivelasse ciò di cui era a conoscenza ed in seguito fu imprigionato e condotto alla Fortezza.
Dal momento che Volrath aveva abbandonato Rath c'era bisogno che fosse nominato un nuovo Evincaro e così Phyrexia mandò un emissario affinchè valutasse i candidati. Come emissario fu scelta Belbe, lei arrivata a Rath disse che vi erano tre possibili candidati Crovax, Greven ed Ertai. Greven rinunciò, ma ad Ertai accettò sperando in quel modo di trovare una strada che lo conducesse fuori da Rath.

Rejuvenation Chamber, di Alan Pollack
Rejuvenation Chamber, di Alan Pollack

Ertai era gravemente ferito e Belbe per curarlo sfruttò la potenza del mana nero, le ferite di Ertai si alleviarono temporaneamente, ma ormai lui era corrotto dal mana oscuro — e ogni volta che l'effetto svanisce, deve tornare alla camera del ringiovanimento per non perdere di nuovo l'uso delle proprie mani.

Con il tempo il mago divenne il solo amico di Belbe, il suo solo desiderio era fuggire da Rath, ma quando Eladamri, il ribelle capo degli elfi di Skyshroud, viene catturato, Crovax sfrutta l'occasione per ricattare l'ambasciatrice: o nomina lui evincar, o Ertai muore. Belbe cede, e Crovax intrappola comunque Ertai in un blocco di flowstone che lentamente lo scioglierà — solo l'ipnosi a distanza con cui Ertai richiama Belbe lo salva in tempo, proprio mentre a sorpresa Volrath, l'antico evincar, torna a reclamare il proprio trono. Belbe indice un duello fra i due contendenti, e Ertai, sapendo che sotto Volrath non sopravvivrebbe, usa le ultime forze per far inciampare di nascosto l'antico signore di Rath: Crovax vince, e Belbe non riesce più a negare l'evidenza.

La vita di Ertai mutò nel giorno in cui decise di aiutare Crovax nella sua lotta per diventare Evincaro contro Volrath. In seguito ad essa Ertai fu mandato a Phyrexia e orribilmente trasformato nel fisico e nella mente: la sua pelle diventa dura come roccia, il volto si deforma al punto da dover restare per sempre nascosto, e dalle braccia gli crescono nuove, mostruose appendici. Prima di tornare a Rath riceve un ultimo compito, il più amaro: iniettare un veleno capace di dissolvere un corpo intero nel braccio dello stesso Volrath, ponendo fine per sempre al suo regno. Passando accanto al corpo di Belbe, morta poco prima nel crollo della ribellione di Eladamri, Ertai trova ancora intatto l'Occhio di Yawgmoth che porta impiantato: lo distrugge con le proprie mani, l'unico gesto d'affetto che gli resti da fare.

Ora anche lui come Greven Il-Vec serve l'evincaro di Rath, e quando la Cavalcavento torna ad attaccare la Predatrice durante l'invasione di Dominaria, è Ertai — non Greven, ucciso da Tahngarth nello scontro — a teletrasportare Gerrard e il goblin Squee davanti al trono di Crovax. Lì Crovax mostra a Gerrard Urza in adorazione di Yawgmoth e un'illusione di Hanna, la donna che ama e crede morta, nel disperato tentativo di piegarlo: il goblin Squee, reso quasi immortale da Yawgmoth per gioco crudele, viene invece condannato da Ertai a un supplizio che si ripete decine di volte al giorno, morendo e rianimandosi ogni volta.

È proprio quella tortura senza fine a segnare la fine di Ertai: Gerrard riesce a fuggire con l'aiuto di Squee, e mentre Ertai insegue il goblin per i corridoi della Fortezza, esausto dagli incantesimi lanciati e dalle continue morti inflitte, si affretta a tornare alla camera del mana per ricaricarsi. È in quel momento che Squee, ormai delirante per le troppe uccisioni subite, lo scambia per uno scarafaggio gigante e lo assale: la camera va in corto sotto i colpi, e Ertai di Tolaria — mago prodigio, evincar mancato, mostro corrotto — muore così, per mano dell'unica delle sue vittime che non aveva mai davvero considerato una minaccia.

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