Barrin di Tolaria
Barrin nasce con il nome di Barrinalo, semplice scriba di una gilda di Kjeld senza alcun talento magico apparente. Tutto cambia quando la sua gilda viene incaricata di raccogliere le ultime parole del potente stregone Pharon, in punto di morte: fra i deliri del vecchio mago, Barrinalo riceve in eredità i segreti della sua arte, incluso l'Obliterare, lo stesso incantesimo con cui Urza avrebbe distrutto Argoth secoli prima. Lasciando Kjeld per sempre, gli finisce l'inchiostro proprio mentre firma il registro di partenza con il proprio nome: quel giorno Barrinalo diventa semplicemente Barrin.
Nell'isolamento delle lande di Terisiare, Barrin impara l'arte magica con una facilità quasi innaturale, e la sua stessa affinità con la magia gli allunga la vita per secoli, fino alla fine della lunga Era Glaciale.
"La conoscenza non costa più dell'ignoranza, ed è almeno altrettanto soddisfacente." Barrin
È proprio allora che attira l'attenzione di Urza Planeswalker, che gli confida un terribile presagio: dietro la Guerra dei Fratelli e i suoi orrori si nascondeva una minaccia ben peggiore, i Phyrexiani, e presto sarebbero tornati per finire il lavoro. Urza propone a Barrin di aiutarlo a fondare una scuola sull'isola di Tolaria, dove raccogliere le menti più brillanti di Dominaria per prepararsi allo scontro. Barrin accetta di diventare il suo braccio destro, senza immaginare il prezzo che avrebbe pagato per quella fedeltà.
L'Accademia di Tolaria si riempie presto dei migliori talenti di Dominaria, tra cui il ragazzo di Zhalfir Teferi e la ragazza shivana Jhoira. Urza, che i ragazzi conoscono solo con il nome fittizio di Malzra, persegue in segreto un piano ben più ambizioso: costruire una macchina del tempo capace di risalire fino agli antichi giorni dell'impero Thran, per avvertirli di non fidarsi troppo degli artefatti. Il primo passo è un golem senziente capace di sopportare il viaggio nel tempo, chiamato semplicemente "Sonda 1": Barrin si preoccupa che Urza lo tratti come una macchina qualunque invece che come un essere pensante bisognoso di cure, e affida il golem alle attenzioni di Jhoira, che finisce per dargli anche un nome vero, Karn, dall'antica parola thran per "possente".
Gli esperimenti temporali di Urza e Barrin proseguono con successi sempre più risicati, finché un giorno Karn viaggia da solo nel passato per sventare un'incursione phyrexiana — un salto che nessuno dei due ricorda di avergli ordinato. L'energia liberata è troppa perché la piccola isola la contenga, e Tolaria viene squarciata in una manciata di zone temporali diverse: in una passano secoli in pochi istanti, in un'altra il disastro è ancora agli inizi. Urza, Barrin e Karn salvano solo una manciata di studenti, e l'Accademia originale è perduta per sempre.
Anni dopo, quando Urza torna finalmente a reclamare l'isola, Barrin scopre che Tolaria è ormai divisa fra un angolo di pace quasi paradisiaca — che Jhoira, la sola sopravvissuta a essere rimasta sull'isola, ha battezzato Bosco degli Angeli — e una zona a scorrimento lentissimo, la Chierica del Gigante, dove i Phyrexiani intrappolati dal disastro hanno avuto secoli interi per prepararsi a una vendetta. Fra loro si nasconde l'agente dormiente che Jhoira stessa aveva conosciuto anni prima, ormai trasformato in un nuovo, spietato K'rrick.
Ricostruita una nuova accademia e guarite le ferite di Teferi e Jhoira, seguono anni di relativa serenità: Barrin torna finalmente a fare il semplice mestiere dell'insegnante, sposa la cancelliera Rayne e i due hanno una figlia, Hanna. La quiete si spezza quando Barrin scopre l'esistenza del Progetto Discendenze, con cui Urza manipola da secoli intere stirpi di Dominaria nella speranza di produrre un giorno l'eroe perfetto contro Phyrexia: con orrore, Barrin capisce che persino il proprio matrimonio con Rayne era parte del piano, un ingranaggio piazzato ad arte come tutti gli altri.
Quando scoppia la Guerra della Profezia, Barrin guida le forze della Lega Kipamu a fianco del vecchio amico Teferi contro l'invasione dei barbari di Keld. La guerra costa cara: Rayne muore in battaglia per mano del guerriero Greel, e Barrin, accecato dal dolore, lo annienta all'istante e decapita con le proprie mani la comandante nemica Latulla, ordinando poi che nessun prigioniero venga risparmiato.
"Nessun quartiere." Barrin
Quando l'invasione phyrexiana comincia sul serio, Barrin combatte al fianco di Urza a Benalia e poi a Zhalfir, ma vede uno dopo l'altro i suoi alleati abbandonare il campo: Teferi fa sparire Zhalfir facendola scivolare fuori dal tempo, Jhoira fa lo stesso con Shiv. Trasferito a difendere prima Keld — la stessa nazione che gli ha ucciso la moglie — e poi la palude di Urborg, Barrin si convince sempre di più che la guerra sia ormai persa.
Nel frattempo, sua figlia Hanna aveva lasciato Tolaria anni prima per studiare gli artefatti ad Argivia: Barrin non riesce mai davvero a farsene una ragione, convinto che anche quella scelta porti il marchio invisibile del Progetto Discendenze. Quando finalmente si prepara a rivederla, è lo stesso Urza, con il consueto distacco, a informarlo che Hanna è morta da settimane, vittima della piaga phyrexiana. È il colpo che spezza per sempre la fedeltà di Barrin verso il suo antico mentore.
"Ho passato la vita a combattere battaglie in cui non credevo perché credevo in te. Ho combattuto per cose che non amavo, e ho lasciato che quello che amavo scivolasse via — prima mia moglie, poi mia figlia, e ora me stesso. Ho finito. Riporto Hanna a Tolaria. Combatto per la mia casa, per la sua casa, per la tomba di mia moglie. Per la prima volta combatterò una battaglia in cui credo davvero." Barrin, a Urza
Barrin lascia Urza per l'ultima volta, riesuma il corpo della figlia e torna a Tolaria, ormai sotto assedio phyrexiano. Stringendo Hanna fra le braccia, pronuncia l'incantesimo che si era sempre ripromesso di non usare mai: l'Obliterare, lo stesso che Urza aveva scatenato su Argoth e che un tempo il morente Pharon aveva insegnato al giovane Barrinalo. Ogni Phyrexiano sull'isola viene disintegrato all'istante — e Barrin muore lì, accanto alla tomba della moglie, con il corpo della figlia stretto fra le mani e l'Accademia che ha insegnato per una vita intera che brucia sullo sfondo.
"Tutta la vita ho combattuto questi mostri. Oggi finisco quella lotta." Barrin
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