Greven di Rath
Durante il periodo del controllo Phyrexiano su Rath si sono avuti numerosi evincari nel piano. Gli Evincari modificati dalla scienza di Phyrexia avevano un potere superiore a molti altri. Da Davvol a Crovax gli evincari non sono mai stati inferiori a nessun altro. Tuttavia nessuno di essi ha guadagnato la reputazione che è stata raggiunta da un solo uomo, il comandante Greven il-Vec.
Greven nacque durante il regno del quinto evincaro in una casa comune nelle
vicinanze della tribù di Vec, che vivevano nei pressi della foresta di
Cielsudario.
Poco si conosce del passato di Greven eccetto che venne considerato un
traditore dalla sua gente corrotto dalla promesse di potere che aveva uno dei
soldati dell'Evincaro a confronto con la povertà di un semplice ribelle di
Rath.
Greven fu marcato come il-Vec in modo che potesse essere identificato come
colui che aveva tradito i Vec.
Greven lavorò per il quinto evincaro di Rath intorno al 4200 AR, quando un
giovane dotato di immensi poteri sfidò il padrone del piano per il controllo
di Rath.
Questo giovane doveva nonostante i suoi vent'anni trasformarsi nel più
crudele, terribile e spaventoso evincaro che Rath abbia mai conosciuto.
Volrath.
Greven intanto continuava a salire di grado nell'armata di Rath, con una serie
di assassini. Riuscì ad acquisire un posto sulla predatrice, la nave
Phyrexiana costruita in vista di un eventuale invasione di Dominaria.
Non si sa come Greven raggiunse le attenzioni di Volrath, ma il soldato fu
chiamato nel suo laboratorio per completare la sua mutazione in un superuomo
al servizio di Phyrexia. Molto nel fisico e nella mente di Greven mutò quel
giorno. Il destino di Greven venne segnato. Greven divenne alto oltre due
metri ed il suo corpo fu potenziato talmente tanto che avrebbe potuto piegare
l'acciaio con la sola forza delle sue mani.
Dopo l'addestramento Greven divenne l'indiscusso comandante in seconda
dell'armata di Volrath e prese il comando della predatrice la nave ammiraglia.
Era assistito da un comandante in seconda Vhati il-Dal, un traditore della
tribù dei Dal.
Con tutto il potere che Greven aveva a disposizione era divenuto il più forte
soldato umano conosciuto in tutto il multiverso e gli era stata promesse una
posizione di rilievo nella futura conquista di Dominaria. A Greven era parso
poter realizzare il suo splendore completo e assoluto. Ma le cose a Rath sono
sempre ingannevoli.
Greven era uno schiavo di Volrath a cui l'evincaro aveva impiantato una spina
dorsale artificiale di mutaroccia. Non appena l'evincaro ebbe la quantità
necessaria della sostanza conosciuta come mutaroccia divenne in grado di
modellarla a suo piacimento compresa la densità e purtroppo per Greven anche
nella temperatura. Volrath poteva in qualsiasi momento rendere la mutaroccia
presente in Greven incandescente ogni volta che Greven lo deludeva.
Disgustato dalla sua attuale condizione Greven divenne schivo, scontroso ed
odioso, disprezzava tutti quelli che gli erano intorno specialmente Volrath.
Greven umiliava e insultava chiunque fosse il suo comando e secondo i suoi
ufficiali Greven non ha mai avuto remore o senso di colpa torturando ed
uccidendo chiunque lo deludesse.
Nell'anno 4205 il piano di invasione ebbe inizio. Comunque Volrath era spinto
anche da motivi diversi rispetto a quelli dei Phyrexiani. Mosso da cause
personali Volrath trascinò sfruttando la magia in un altro piano il capitano
Sisay della Nave Volante Cavalcavento in modo da attirare l'attenzione del suo
odiato fratello adottivo, Gerrard Capashen, che aveva una misteriosa affinità
con la Cavalcavento e gli artefatti magici conosciuti come l'Eredità. Volrath
convocò Selenia un angelo al servizio di Phyrexia che era rimasta nascosta
come una serva di un nobile di Urborg chiamato Crovax.
Dopo pochi giorni Gerrard e l'equipaggio della Cavalcavento arrivarono a Rath,
con immenso piacere di Volrath, che spedì la Predatrice e Selenia ad attaccare
la nave, rubare l'Eredità ed uccidere Gerrard Capashen.
Greven realizzò un successo quasi metodico durante il raid contro la
Cavalcavento. La Predatrice liberò centinaia di mogg, dei goblin modificati,
per non insospettire la Cavalcavento, pochi momenti dopo il suo ingresso a
Rath.
Queste creature hanno spazzato via l'equipaggio della Cavalcavento e rubato
gran parte degli artefatti dell'Eredità compreso il loro guardiano, il Golem
d'Argento Karn. Inoltre loro danneggiarono gravemente i Cristalli dei Thran,
limitando molto il potere della nave impedendole di cambiare piano a missione
compiuta. Greven stesso partecipò alla battaglia ingaggiando un corpo a corpo
proprio con Gerrard per breve tempo. Ma il disastro era in agguato nella forma
di Vati il-Dal.
Ossessionato dai maltrattamenti subiti dalle mani del suo comandante ed
invidioso della sua posizione che desiderava tanto di avere, Vhati puntò i
cannoni della nave direttamente contro Greven. Vhati però era uno scarso
tiratore e riuscì solo a spezzare l'equilibrio della Cavalcavento facendo
precipitare Gerrard dalla nave verso la morte nella foresta di Cielsudario.
Soddisfatto dalla vittoria e desideroso di una vendetta verso Vhati, Greven ed
i Mogg tornarono sulla Predatrice diretti nuovamente alla Fortezza. Inutile
dire che Greven gettò immediatamente giù dalla nave Vhati il-Dal gettandolo
verso lo stesso destino di Gerrard.
Greven ebbe poco tempo per godersi gli artefatti rubati, di fatti lui scopri
Tahngarth, un minotauro di Talruum al servizio della Cavalcavento che si era
gettato a rischio della vita sulla Predatrice nel tentativo di recuperare il
Golem d'Argento Karn. Greven combatte contro Tahngarth per un po' ed i due
impararono subito ad odiarsi.
Greven però riuscì ad uscirne vittorioso e si presentò da Volrath con il suo
bottino. Volrath rimase estremamente soddisfatto della dipartita di Gerrard e
della conquista degli artefatti, aveva inoltre per aumentare il suo piacere
catturato Tahngarth e Karn che sarebbero stati condotti ai suoi dungeon.
Volrath chiese poi a Greven che faccia avesse Gerrard nel momento in cui il
comandante lo aveva ucciso. Greven ammise di non poterlo sapere in quanto
l'eroe era precipitato dalla nave incontro alla morte. Volrath allora rese
incandescente la mutaroccia presente in Greven, adirato e furente.
Il comandante della Predatrice non comprese neppure le ultime parole di
Volrath che gli dicevano di prepararsi alle difese per contrastare un
inevitabile contrattacco.
Greven ebbe comunque una piccola soddisfazione quando seppe che Tanghart il
minotauro di Talruum sarebbe divenuto un mostro Phyrexiano al suo servizio
prendendo il posto del traditore Vhati. Greven equipaggiò la sua nave con i
mezzi più terribili determinato a porre fine in maniera definitiva alla vita
di Gerrard Capashen se mai fosse giunto alla Fortezza. Greven non dovette
attendere a lungo in quanto lo stesso giorno seguente arrivò il rapporto di un
incursione all'interno della fortezza.
Le armate di Rath tuttavia avevano altro a cui pensare. Le tribù ribelli di
Dal, Vec e Kor avevano unito le loro forze ed insieme alla formidabile armata
degli elfi di Cielsudario, guidati dal loro Leader, Eladamri il Signore delle
foglie, stavano attaccando la fortezza.
La predatrice continuava a fare sorveglianza, tutta via desiderosa di trovare
e distruggere l'altra nave volante, la Cavalcavento. Greven alla fine riuscì a
localizzare la nave sopra i giardini della fortezza. La Predatrice si lanciò
in un breve duello con la Cavalcavento supportati da un attacco dei Goblin
Mogg sugli ornitotteri.
Greven aveva un unico desiderio però, attese per trovare l'odiato Gerrard
Capashen, ed il desiderio di Greven fu presto esaudito quando vide Gerrard
insieme al traditore Starke il-Vec e il recuperato Capitano Sisay e Takara, la
figlia di Starke, fuggire attraverso i giardini della fortezza.
Greven voleva la sua vendetta verso Gerrard, così invece di distruggerlo con i
mortali raggi della Predatrice preferì affrontarlo personalmente.
Un attimo prima di scendere dalla Predatrice Greven aveva notato due figure cadere dal timone della Cavalcavento. Greven atterrò nei giardini di Volrath cercando un confronto con Gerrard. Greven fu molto soddisfatto nel notare che Mirri, la gatta guerriera e la migliore amica di Gerrard stava per essere sconfitta in duello da Crovax, che era stato mutato in vampiro dopo aver ucciso l'angelo di cui era innamorato. Selenia. Greven sapeva che ora Gerrard doveva prendere una decisione tra il combattere con lui e cercare di salvare Mirri o fuggire con la Cavalcavento lasciandola morire e Greven sapeva che il senso dell'onore di Gerrard non gli avrebbe mai permesso di lasciare l'amica a morire nelle mani di Crovax.
Greven e Gerrard combatterono ancora una volta e Greven stavolta voleva
concludere quel duello una volta per tutte. Ma la lotta fu interrotta quando
Gerrard usò una tecnica particolare per colpire Greven in modo da potersi
distaccare dal duello.
Mirri era morta e con essa erano morti tutti i motivi di Gerrard per
continuare quel duello. Così Gerrard fuggì per consentire la salvezza della
Cavalcavento il cui equipaggio lo attendeva per andarsene.
Greven gridò di rabbia e si lanciò con la Predatrice all'inseguimento
dell'uomo che per ben due volte era sfuggito al suo duello.
La predatrice fece apparentemente la cosa migliore sorpassando la più piccola
Cavalcavento, ma la nave usò un potente artefatto che Greven non conosceva e
fuggì da Rath attraversando un portale che il capitano della Predatrice
credeva obsoleto.
Greven furente osservò il portale chiuso dopo il passaggio della Cavalcavento
e si schiantò contro di esso in una pioggia di pietre e metallo che si
sbriciolò sulla sua stessa nave. Ciò che lo rendeva furente era il fastidio
che questo avrebbe portato al suo padrone.
La sua nave era quasi distrutta e Greven non aveva scelta, doveva tornare alla
fortezza ed attendere il giudizio di Volrath. Fortunatamente però l'equipaggio
della Predatrice localizzò un giovane mago precedentemente al servizio della
Cavalcavento. Ertai. Che forse avrebbe potuto spiegare tutto al furente
evincaro.
Ci sarebbe voluto circa un mese prima che la nave tornasse ad essere definita
il Flagello di Cielsudario.
Greven fece ritorno alla fortezza in uno stato di confusione, e trovò i
soldati un tempo perfetti nella stessa condizione. Una volta incontratosi con
Dorlan, il ciambellano della Fortezza, Greven cominciò a fargli domande su
cosa avesse ridotto la fortezza in quello stato. Oltre alla notizia della fuga
dei due prigionieri Tahngart e Karn, Dorlan disse a Greven una notizia che
attendeva da cinque anni: Volrath aveva lasciato la sua posizione di Evincaro
di Rath.
Evidentemente Volrath aveva lasciato il suo feudo per cercare una vendetta
inseguendo Gerrard Capashen.
Greven comprese immediatamente che i piani per l'invasione di Dominaria
andavano cambiati immediatamente per fare in modo che tutto andasse come
previsto. Greven si mise così in contatto con le alte sfere di Phyrexia, che
erano apparentemente gia informate dell'abbandono di Volrath. Loro promisero
che avrebbero mandato un loro emissario per sistemare tutte le cose alla
fortezza nei pochi mesi che precedevano l'attesa invasione.
L'emissario avrebbe dovuto radunare l'esercito di Rath, aumentare la
produzione di mutaroccia e determinare i candidati per essere il nuovo
evincaro di Rath. Se Greven e la sua armata avessero saputo la verità su chi
era questo nuovo emissario forse il corso della storia di Dominaria sarebbe
stato cambiato. L'emissario inoltre sarebbe servito da "lente" in modo che il
vero signore di Phyrexia Yawghmot, potesse vedere in ogni momento nella
Fortezza come fosse realmente lì.
Greven, Dorlan, Ertai, ed il Sergente della Predatrice Nasser si recarono
nell'Aule dei Sogni di Volrath per attendere l'arrivo dell'emissario di
Phyrexia. Le figure tortuose dell'Aule dei Sogni diedero l'impressione di
annunciare l'arrivo di un essere dalla potenza spaventosa. Tuttavia era
difficile che questi fosse il nuovo emissario. Era Crovax di Urborg che
reclamava di essere il nuovo Evincaro di Rath.
Greven ha cercato subito di uccidere il vampiro sul posto, non comprendendo la
macchinazione dei Phyrexiani fatta sul giovane nobile.
La disputa tuttavia non fu permessa, in quanto l'emissario di Phyrexia scelse
quel preciso momento per arrivare. Alto circa due metri e mezzo in un armatura
marrone che ne celava i tratti l'emissario fece la sua comparsa. Greven e gli
altri lo osservarono con ammirazione ritenendolo degno di ricoprire una tale
carica.
L'emissario uscì dalla sua armatura protettiva e si rivelò nella sua vera
forma, una giovane donna elfa, magra e alta circa un metro e sessanta. Belbe.
In quanto emissario Belbe ha cominciato subito a sistemare ed ordinare le cose
come andavano fatte. E disse a Crovax che avrebbe dovuto praticare un
addestramento prima di reclamare la posizione di Evincaro.
Lo stesso venne detto ad Ertai, visto che Belbe aveva notato una particolare
aura magica. L'invito venne esteso anche a Greven, che però declinò
rapidamente la proposta preferendo di restare stabile nella sua posizione di
comandante della Predatrice. Vedendo come cinque dei sei precedenti evincari
erano stati uccisi, pare che Greven abbia preso una saggia decisione.
Mentre Ertai continuava il suo addestramento, Crovax prese una parte
dell'esercito di Rath per distruggere gli elfi e le forze ribelli che avevano
occupato la Foresta di Cielsudario. Frattanto Greven assisteva alla
ricostruzione della nave volante di Phyrexia, la Predatrice. Proprio durante
questo periodo a Greven si avvicinò uno sconosciuto, un uomo di Kor al
servizio dei Pescatori di Anime, delle spie che lavoravano alla Fortezza sotto
il comando del precedente Evincaro.
Quest'uomo, Furah, informò Greven che Eladamri aveva radunato le tribù di Kor,
Dal e Vec sotto un vessillo comune contro la Fortezza. Furah sparì
immediatamente dopo aver lasciato il messaggio a Greven per regni sconosciuti.
Crovax aveva lasciato la Fortezza con la metà dell'esercito soltanto e Greven
andò a segnalare le sue preoccupazioni a Belbe a riguardo di un probabile
nuovo attacco contro la Fortezza da parte dei ribelli.
Fu Ertai ad avere una brillante idea, prendere in ostaggio metà delle tribù
traditrici dei il-Vec, il-Kor ed il-Dal che vivevano nella Città dei Traditori
all'interno della Fortezza. Ciò avrebbe dissuaso gli abitanti all'interno
della Fortezza di seguire la ribellione di Eladamri.
Greven seguì a pieno questa operazione prendendo come prigionieri oltre
cinquemila uomini dei cittadini ancora fedeli alla Fortezza.
Alla fine il momento che Greven aveva atteso con tanti sacrifici era
finalmente giunto e la Predatrice era nuovamente nei cieli. La nave volò fino
ai confini della foresta di Cielsudario e trovò le armate di Crovax in una
condizione di sconfitta.
Greven comprese che le armate dovevano aver trovato la morte all'interno di
Cielsudario e che Crovax era stato apparentemente abbandonato al suo destino.
Nei giorni seguenti però tutte le preoccupazioni di Greven svanirono grazie
alla cattura di un uomo che inseguivano da quasi trent'anni. Eladamri, il
Signore delle Foglie.
La Predatrice riportò indietro l'esercito sconfitto della Fortezza, riportando anche il capo dei ribelli di Cielsudario. Greven fece un ritorno trionfale alla fortezza di Crovax, ma trovò la sua sede ridotta in modo infernale. Greven venne a sapere che Crovax era riuscito a ritornare alla Fortezza e che dopo aver scoperto gli ostaggi li aveva personalmente uccisi tutti e cinquemila.
Ertai intanto era stato alterato con una costante infusione di Mana Nero dai
caricatori di Volrath, incrementando il suo potere, anche se solo
marginalmente. Tuttavia Belbe non aveva ancora scelto il successore di
Volrath. Accadde in quel periodo che Greven rincontrò Furah degli il-Kor, un
uomo che era molto più di ciò che voleva apparire.
Furah fece un incredibile rivelazione a Greven, un qualcosa che avrebbe
cambiato completamente il corso della scelta per il nuovo evincaro. Furah non
era infatti una comune spia il-Kor, ma era l'unico uomo in grado di
terrorizzare Greven, Volrath.
Volrarth disse poco a Greven a riguardo del suo incontro con Gerrard sul
lontano piano di Mercadia. Il vecchio evincaro diede un ordine semplice al suo
sottoposto, quello di farlo tornare al suo ruolo.
Greven ebbe poca scelta se non obbedire al suo comandante. In effetti Greven
preferiva il ritorno di un evincaro più calcolatore e stabile rispetto al
favorito per la corsa al trono, Crovax. Mentre Volrath e Greven prendevano gli
giusti accordi, Crovax aveva gia preso il comando del Corpo dei Sergenti di
Greven ed aveva ucciso il Ciambellano Dorlan e chiunque altro si sarebbe
potuto opporre al suo dominio incontrastato su Rath.
Greven portò Eladamri a Belbe, e non appena l'elfo notò le fatture di Belbe
andò improvvisamente in ira cercando di uccidere l'emissario. Greven venne a
sapere più tardi che Belbe era stata creata dal corpo di Avila, la figlia di
Eladamri. Greven si stava preparando a torturare Eladamri, ma una cosa lo
bloccò.
La Predatrice era stata nuovamente distrutta, stavolta pareva dai soldati al
servizio di Rath. Ma tutto questo poteva attendere, la cerimonia per
l'investitura dell'evincaro stava per iniziare.
Belbe proclamò la sua decisione in molto tempo. Greven aveva rifiutato di
competere per raggiungere la posizione di evincaro. Ertai non era ancora
abbastanza potente da poter sfidare Crovax. Ed il nobile di Urborg sembrava
l'unica scelta logica. Il potere concessogli da Yawghmot lo rendeva superiore
a qualsiasi vampiro, Crovax poteva assorbire direttamente l'essenza della vita
di chiunque uccidesse alimentando il suo potere.
Dopo la morte dei cinquemila prigionieri Crovax era divenuto più potente di
quanto si potesse immaginare. Era giunto il momento che Crovax fosse
incoronato come nuovo evincaro di Rath.
Giusto un attimo prima dell'incoronazione di Crovax, una sfera di mana entrò
nella stanza prendendo il controllo di Belbe e costringendola a fuggire dalla
stanza del trono della Fortezza. Crovax seguì l'emissario ansioso che il suo
titolo fosse finalmente legittimato. Crovax sentiva che stava per raggiungere
il suo obiettivo definitivo, ma la cerimonia fu interrotta da Greven il-Vec
che diceva che vi era ancora un candidato.
Dalla folla avanzò Furah che dopo alcuni passi mutò il suo aspetto riprendendo
la sua forma originaria, quella di Volrath, sesto evincaro di Rath.
Belbe così propose un duello. Volrath contro Crovax, il vincitore sarebbe
stato il nuovo evincaro di Rath.
Lo scontro iniziò subito ed i due cercarono immediatamente di uccidersi a
vicenda. Ertai intanto seguiva la battaglia con un dubbio nella mente. La
decisione era molto complessa, secondo gli ordini di Volrath, Ertai sarebbe
dovuto morire in quanto aveva partecipato all'incursione della Cavalcavento.
Se Crovax fosse stato incoronato evincaro, Ertai fosse avrebbe avuto la stessa
sorte, ma forse avrebbe continuato a vivere se fosse stato utile al Vampiro.
Così Ertai mosso dalla disperazione cercò di mettere in difficoltà Volrath
sfruttando uno dei suoi incantesimi.
Agli occhi di tutti apparve che il precedente evincaro fosse solo inciampato.
Solo a pochi la mossa di Ertai fu apparente. Crovax aveva vinto e Belbe gli
assegnò il suo premio: la posizione dell'evincaro di Rath.
Crovax fu molto soddisfatto di avere Ertai al suo servizio e lo lasciò in
vita. Greven in ogni caso aveva solo trattato con il mostro che conosceva. La
prima missione che assegnò il nuovo evincaro fu quella di liberarsi di tutti i
ribelli presenti nella fortezza che si erano mascherati da soldati di Rath.
Crovax, Belbe, Ertai e Greven radunarono tutti i ribelli ed il loro capo
Eladamri nell'aule dei sogni con l'intenzione di sterminarli. Belbe tentò una
mossa disperata dicendo che forse poteva riuscire a convincere i ribelli alla
resa. Crovax accettò visto che aveva notato il tentativo di Eladamri di
uccidere Belbe, un operazione che secondo Crovax andava completata. Belbe così
entrò nell'aule dei sogni nel tentativo di prendere tempo.
Ma quando dopo qualche tempo i soldati di Crovax entrarono trovarono solo tre
ribelli all'interno ed il corpo senza vita di Belbe. Eladamri, Takara e la
donna dei Vec che era stata catturata di recente non vennero più trovati. Ma
Crovax sorrise. Le cose non potevano andare meglio.
Con la nuova posizione di Crovax sul piano di Rath le cose cambiarono
definitivamente. Greven mantenne la sua posizione di comandante della
Predatrice con il desiderio di uccidere Gerrard Capashen e Tahngart, il
minotauro di Talruum.
Ertai era stato modificato dalla scienza di Phyrexia ed era divenuto un mostro
a quattro braccia che necessitava di risucchiare le anime per poter lanciare
al meglio i suoi incantesimi oscuri. E Volrarh il fiero dominatore del piano
di un tempo era morto.
Greven rimase a Rath fino al giorno che ogni servitore di Phyrexia attendeva.
Il giorno della sovrapposizione planare di Rath su Dominaria. Greven giunse
con la seconda ondata dell'assalto a Dominaria e si diresse a conquistare e
proteggere l'isola di Urborg, la terra natia di Crovax.
La Cavalcavento però finita la sua missione su Mercadia giunse con
l'intenzione di annientare la Fortezza che era stata per molti di loro un
incubo di morte. Questo era qualcosa che Greven non poteva permettere.
Durante l'intenzione di assaltare la Cavalcavento la mente di Greven fu
assalita da un dubbio atroce che mai aveva avuto prima di allora. Lui era
sempre stato un pupazzo nelle mani dei tre evincari e quel giorno le cose non
sembravano andare diversamente. Crovax, il Signore di Dominaria aveva pieno
possesso del suo corpo.
Greven con una miriade di soldati di Rath sbarcò sulla Cavalcavento e quasi
uccise il tiratore posteriore, il goblin Squee. Ma la vera battaglia doveva
ancora avere inizio.
Mentre i suoi soldati tenevano l'equipaggio della Cavalcavento alla baia
impegnato in un combattimento, Greven ingaggiò un furioso combattimento con
Tahngart, una battaglia che attendeva da molto tempo. Tuttavia Greven sotto il
controllo di Crovax non riusciva a fare le cose migliori.
Così Greven fu ucciso e gettato sulla Predatrice ormai distrutta che fu
mandata a schiantarsi direttamente contro la cima della Fortezza.
Greven era morto. Ma forse non aveva mai vissuto. Schiavo di un padrone
brutale che non si era mai interessato di lui o di quello che provava.
Ed il burattino era stato lanciato nel fuoco dal burattinaio non appena aveva
avuto nuovi burattini con cui giocare.
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