Xantcha
Xantcha nasce nella Quarta delle Nove Sfere di Phyrexia, dentro la Fucina della Carne che la crea insieme a centinaia di altri agenti dormienti: spie al servizio di Phyrexia, che non sanno nemmeno di non essere umane, destinate a osservare Dominaria e a mandare quello che imparano in vista dell'invasione. A sorvegliare il suo gruppo c'è il pretore Gix, uno dei membri del Circolo Interno di Yawgmoth, che la manda nella Prima Sfera — la meno pericolosa — a imparare come si sopravvive sul piano dove verrà infiltrata.
Xantcha ha però qualcosa che altrove sarebbe un dono e su Phyrexia è un difetto fatale: pensa con la propria testa. Yawgmoth l'Ineffabile controlla ogni agente dormiente fin nei pensieri, e uno che gli sfugge è un pericolo che non si può tollerare. Dichiarata traditrice, viene condannata a morte e trasportata su un altro piano per l'esecuzione. È lì che Urza, che da secoli cerca invano la via per Phyrexia per vendicarsi dell'assimilazione del fratello Mishra, vede quella che sembra una donna qualunque sul punto di essere giustiziata dai mostri phyrexiani e interviene. Xantcha, salva, gli rivela in cambio come raggiungere Phyrexia.
A bordo di un possente drago meccanico, Urza porta Xantcha con sé fino a Phyrexia: ha sottovalutato gravemente le forze del nemico, e dopo aver attraversato la Prima, la Seconda, la Terza e la Quarta Sfera il suo drago cede e lui stesso finisce sotto attacco diretto. Xantcha corre alla Fucina della Carne a recuperare la propria matrice vitale — il "cuore" che porta sempre con sé — e, mentre Urza sta per crollare col sangue che gli riga il volto, planeswalka via entrambi verso un luogo sicuro.
I due raggiungono il regno di Serra, che guarisce Urza con la sua magia bianca: la stessa magia, però, ucciderebbe Xantcha, che si riprende invece lentamente con le cure di Serra. Passano cinque anni prima che Urza torni fisicamente sano, ma le forze phyrexiane rintracciano il suo rifugio per finirlo, e i due sono costretti a planeswalkare ancora, questa volta verso Dominaria.
Su Dominaria Urza comincia lentamente a impazzire, con Yawgmoth che gli si insinua nella mente. Xantcha trova uno schiavo che somiglia a Mishra, di nome Ratepe, ne paga la libertà e glielo affianca per aiutarlo a ritrovare il senno. Le cose vanno bene finché Xantcha non scopre agenti dormienti dietro una guerricciola scoppiata fra due città: Urza costruisce allora dei "ragni urlanti", artefatti che emettono un suono innocuo per gli umani ma assordante per gli agenti phyrexiani, e mentre Xantcha li dissemina scopre in una cripta il pretore Gix in persona.
Gix si ritira a Koilos ad aspettare Urza, e i due si affrontano in duello mortale: per un momento sembra che ciascuno dei due possa vincere, poi Gix comincia ad avere la meglio. Xantcha e Ratepe capiscono cosa serve perché Urza sopravviva e Dominaria abbia una minima possibilità contro l'invasione: si sacrificano entrambi, e la distrazione che ne segue basta a far esitare Gix quel tanto che serve a Urza per abbatterlo. Xantcha e Ratepe muoiono per salvare il planeswalker, ma il loro gesto resta.
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