Phage
Phage comincia la propria esistenza come una donna completamente diversa: Jeska, barbara delle montagne e sorella di Kamahl, ferita a morte allo stomaco dalla spada del Mirari nella furia omicida del fratello. Mentre giace morente, Braids, scagnozza del Cabal, le offre una nuova vita — una vita maledetta.
Portata davanti al Primo del Cabal, noto per il proprio tocco letale, Jeska viene abbracciata con l'intento di ucciderla — ma il dio cabalista Kuberr interviene, e dall'odio riversato su di lei dal Primo nasce, più forte che mai, Phage.
Phage diventa presto una beniamina delle lotte del Cabal: la sua unica arma è la propria pelle, il cui tocco dissolve qualunque cosa viva o sia stata viva. L'unico tessuto che può indossare senza distruggerlo è la seta, con cui si avvolge come fosse il fodero della propria arma più letale — sé stessa. Fredda, spietata, devota ormai solo al Cabal, l'unica persona che può toccare senza dissolverla è il Primo: le loro auree di morte si annullano a vicenda.
Poco dopo la propria rinascita, Phage affronta di nuovo il fratello in un duello nell'arena. Kamahl è convinto che Jeska viva ancora dentro quel guscio malvagio, ma Phage lo sconfigge, rifiutando ogni invito a tornare dalla parte della luce. Le viene affidato un nuovo compito: costruire un colosseo spettacolare per attirare più folla ai combattimenti e accrescere la ricchezza del Cabal. Ne sovrintende personalmente la costruzione, e il pubblico la adora — proprio come, col tempo, comincia a farlo il Primo.
Kamahl, intanto, marcia con un esercito di creature della foresta per "salvare" la sorella dal Cabal — un piano che Braids ha orchestrato fin nei dettagli, vendendo persino i biglietti per lo scontro fratricida. Phage accetta con gioia la sfida, ma sul più bello viene atterrata da un angelo: è Akroma, creata da Ixidor a immagine della propria amata Nivea, uccisa da Phage in un precedente combattimento, per vendicarne la morte. Kamahl, non volendo che sia quest'estranea a fare fuori sua sorella, si allea persino con Phage per respingere Akroma insieme.
Il Primo e Kamahl capiscono che Akroma va eliminata prima di potersi dedicare l'uno all'altra, e forgiano insieme il grande Mietitore d'Anime. Phage marcia così verso le terre di Ixidor al fianco di Kamahl, ma è la propria stessa natura a rivelarsi devastante: quando viene colpita in battaglia, migliaia di vermi della morte — uno per ogni vita che ha spezzato — prendono forma e divorano ogni cosa, distruggendo entrambi gli eserciti. Kamahl accorre e trova, per un istante, di nuovo Jeska, morente della stessa ferita di sempre — finché lei non assorbe di nuovo in sé tutti i vermi, salvando Otaria e condannando sé stessa a tornare Phage.
Diventata ormai una figura rispettata all'interno del Cabal, quasi un pari agli occhi del Primo, Phage riprende in mano l'esercito raccolto nella città abbandonata di Sanctum, trasformandola lentamente — coi giochi, prima ancora che con la forza — in una colonia del Cabal. Ma Akroma, che intanto ha convertito Braids alla propria causa e sottratto dalla sua mente ogni segreto, scopre la verità più oscura: il dio Kuberr ha risparmiato Phage perché lei e il Primo generassero insieme un corpo mortale per lui — e che il Primo, ottenuto ciò che vuole, ha intenzione di ucciderla.
Decisa a concepire quel figlio ma a non lasciarsi uccidere, Phage seduce il Primo. Mesi dopo, ormai incinta, subisce un primo tentativo di avvelenamento e un parto forzato pensato per farla passare da traditrice — ma il bambino nasce sano, e Phage rivela il suo nome: Kuberr. Il Primo, scoperto il tradimento del proprio stesso dio, tenta più volte di ucciderla nei giorni successivi, finché Braids, tornata sé stessa, non gli fa strappare in due da un ogre prima che possa colpire.
Restava però Akroma, in marcia verso la città ormai ribattezzata Averru City. Guidata psichicamente dal proprio figlio — un neonato con l'intelletto millenario del dio che porta dentro di sé — Phage marcia con un esercito di non morti per porre fine, una volta per tutte, alla propria rivalità con l'angelo.
Le due si scontrano sulla sommità di una grande cupola: nessuna delle due riesce a prevalere, ogni ferita guarita dalla magia dell'altra.
"Non esiste il bene e il male. Esiste solo la sopravvivenza. Alla fine, sei un'assassina quanto lo sono io." Phage, ad Akroma
Così intenta a voler finire la propria nemesi, Phage non si accorge di Kamahl, che si avvicina brandendo il Mietitore d'Anime. "Perdonami, sorella," grida, e cala la lama: attraversa Phage, e poi Akroma. Il male che era Phage muore per sempre — ma lo spirito di Jeska sopravvive, diventando parte della magia stessa.
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