Astor
I Keldon sono un popolo duro, temprato dal fuoco e dall'acciaio della propria terra: guerrieri formidabili, pronti all'ira e lenti al perdono, maestri della battaglia. Condottieri come Kreig e Maraxus hanno scritto pagine intere della loro storia fatta di sangue — ma anche in una società così violenta la guida saggia vale più dell'oro. Un condottiero in particolare seppe incarnare la forza fisica e magica di Keld senza rinunciare all'arma più potente mai impugnata su Dominaria: la mente. Quel condottiero era Astor.
Astor nasce sotto la casa della Doyenne Tajamin, custode del Libro del Crepuscolo, che fin da piccolo gli insegna a temperare con la conoscenza e la saggezza il fuoco che porta dentro. Da lei impara anche la profezia secondo cui Keld sarebbe sopravvissuto fino al tempo del Crepuscolo, quando la nazione avrebbe affrontato la prova più dura: invasori da un altro mondo avrebbero tentato di conquistarla, e i condottieri caduti della Necropoli sarebbero risorti per combattere ancora una volta al fianco della propria terra.
Un giorno tutto cambia: è il momento per Astor di lasciare gli studi e diventare un condottiero dell'esercito keldon. Il doyen Olvresk vuole reclamarlo subito e sottoporlo da solo al rito di passaggio, sopravvivere nelle lande gelate delle montagne finché non avrà capito cosa significhi davvero essere un guerriero di Keld; Tajamin ottiene solo qualche giorno in più per insegnargli un incantesimo capace di accendere un fuoco anche nel gelo artico — al prezzo della propria vita se Astor fosse morto sulla montagna.
Astor passa una settimana intera a lottare per sopravvivere fra colos selvatici e lupi affamati, tenuto in vita solo dalla forza degli insegnamenti ricevuti. Al limite delle forze, ha una visione di Kradak, primo doyen della nazione keldon, che gli rivela i misteri nascosti del proprio destino e del Crepuscolo a venire. Torna dalla montagna segnato nel corpo e nell'anima, ma ha dimostrato a Olvresk, a Tajamin e a sé stesso di essere un vero condottiero.
Passano anni di battaglie contro i nemici di Keld. In una di queste, Astor viene inviato a uccidere un drago che terrorizza un villaggio — ma scopre che il drago pacifico legato a un antico patto keldon è stato ucciso e sostituito da uno ben più feroce, Skouras, che distrugge gran parte dei suoi uomini. Rifugiatosi con i superstiti nel villaggio assediato di Letha, Astor trova solo civili spaventati e incapaci di combattere: minaccia di morte chiunque non si unisca a lui, e in pochi giorni trasforma quella gente terrorizzata in veri guerrieri keldon. Quando Skouras arriva, non trova più prede indifese ma un intero villaggio pronto a combattere: il drago viene abbattuto e Letha liberata, dal mostro e dalla propria paura.
Passano ancora gli anni, finché i demoni non cominciano a cadere dal cielo: l'invasione phyrexiana. Astor riconosce in quel momento il compimento della profezia di Kradak. Una foresta intera spunta nella tundra keldon, e da essa emergono gli elfi guidati dall'Unificatore dei Mondi, Eladamri di Skyshroud, che giura di proteggere i Keldon come se fosse uno di loro.
Astor, Eladamri, Olvresk e Tajamin marciano insieme verso la Necropoli, dove la profezia dovrebbe finalmente compiersi. L'orda di demoni si abbatte sui difensori e ne uccide decine di migliaia; poi, nel modo più crudele possibile, i condottieri caduti della Necropoli risorgono davvero — ma non per combattere al fianco di Keld, bensì al fianco degli invasori. Solo nel momento di massima disperazione Tajamin trova un nuovo senso al motto keldon "Dimostralo": scaglia la clava sacra della nazione nel cuore della Necropoli, e la montagna esplode, uccidendo demoni e difensori insieme e disperdendo i superstiti ai quattro venti.
Fra i pochi ritrovati dopo l'eruzione c'è Astor, che assiste a uno spettacolo quasi incredibile: dalla Necropoli sventrata riemerge la Golden Argosy, la nave dei condottieri caduti, con Olvresk e Tajamin sani e salvi a bordo. Presto vengono recuperati dal mare anche Lin Sivvi, la più grande guerriera di Eladamri, e lo stesso Eladamri. Tajamin spiega finalmente il vero senso della profezia: i veri eroi destinati alla battaglia finale del Crepuscolo non sono i caduti onorati, ma i guerrieri vivi che ora si trovano sulla Golden Argosy — l'elfo di Skyshroud diventato condottiero keldon ed Eladamri, la sua guerriera Vec divenuta la sua mano destra. Non Astor, né Tajamin, né Olvresk: il loro compito resta lì, a ricostruire dalle rovine la gloria perduta di Keld, mentre Eladamri, Sivvi e un manipolo di elfi e Keldon salpano verso la lontana Urborg per l'ultima battaglia del Crepuscolo.
È qui che la storia si separa da Astor: il condottiero si era già dimostrato davanti a un intero popolo, ma la battaglia del Crepuscolo continua senza di lui. Non si sa se sia sopravvissuto all'Apocalisse — ma se anche un solo Keldon fosse rimasto in vita, difficilmente qualcuno scommetterebbe contro di lui.
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