| Il mondo di Dominia |
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| Greven di Rath |
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Durante il periodo del controllo Phyrexiano su Rath si sono avuti numerosi evincari nel piano. Gli Evincari modificati dalla scienza di Phyrexia avevano un potere superiore a molti altri. Da Davvol a Crovax gli evincari non sono mai stati inferiori a nessun altro. Tuttavia nessuno di essi ha guadagnato la reputazione che è stata raggiunta da un solo uomo, il comandante Greven il-Vec.
Greven intanto continuava a salire di grado nell'armata di Rath, con una serie di assassini. Riuscì ad acquisire un posto sulla predatrice, la nave Phyrexiana costruita in vista di un eventuale invasione di Dominaria. Non si sa come Greven raggiunse le attenzioni di Volrath, ma il soldato fu chiamato nel suo laboratorio per completare la sua mutazione in un superuomo al servizio di Phyrexia. Molto nel fisico e nella mente di Greven mutò quel giorno. Il destino di Greven venne segnato. Greven divenne alto oltre due metri ed il suo corpo fu potenziato talmente tanto che avrebbe potuto piegare l'acciaio con la sola forza delle sue mani. Dopo l'addestramento Greven divenne l'indiscusso comandante in seconda dell'armata di Volrath e prese il comando della predatrice la nave ammiraglia. Era assistito da un comandante in seconda Vhati il-Dal, un traditore della tribù dei Dal.
Nell'anno 4205 il piano di invasione ebbe inizio. Comunque Volrath era spinto anche da motivi diversi rispetto a quelli dei Phyrexiani. Mosso da cause personali Volrath trascinò sfruttando la magia in un altro piano il capitano Sisay della Nave Volante Cavalcavento in modo da attirare l'attenzione del suo odiato fratello adottivo, Gerrard Capashen, che aveva una misteriosa affinità con la Cavalcavento e gli artefatti magici conosciuti come l'Eredità. Volrath convocò Selenia un angelo al servizio di Phyrexia che era rimasta nascosta come una serva di un nobile di Urborg chiamato Crovax. Dopo pochi giorni Gerrard e l'equipaggio della Cavalcavento arrivarono a Rath, con immenso piacere di Volrath, che spedì la Predatrice e Selenia ad attaccare la nave, rubare l'Eredità ed uccidere Gerrard Capashen.
Greven ebbe comunque una piccola soddisfazione quando seppe che Tanghart il minotauro di Talruum sarebbe divenuto un mostro Phyrexiano al suo servizio prendendo il posto del traditore Vhati. Greven equipaggiò la sua nave con i mezzi più terribili determinato a porre fine in maniera definitiva alla vita di Gerrard Capashen se mai fosse giunto alla Fortezza. Greven non dovette attendere a lungo in quanto lo stesso giorno seguente arrivò il rapporto di un incursione all'interno della fortezza. Le armate di Rath tuttavia avevano altro a cui pensare. Le tribù ribelli di Dal, Vec e Kor avevano unito le loro forze ed insieme alla formidabile armata degli elfi di Cielsudario, guidati dal loro Leader, Eladamri il Signore delle foglie, stavano attaccando la fortezza. La predatrice continuava a fare sorveglianza, tutta via desiderosa di trovare e distruggere l'altra nave volante, la Cavalcavento. Greven alla fine riuscì a localizzare la nave sopra i giardini della fortezza. La Predatrice si lanciò in un breve duello con la Cavalcavento supportati da un attacco dei Goblin Mogg sugli ornitotteri. Greven aveva un unico desiderio però, attese per trovare l'odiato Gerrard Capashen, ed il desiderio di Greven fu presto esaudito quando vide Gerrard insieme al traditore Starke il-Vec e il recuperato Capitano Sisay e Takara, la figlia di Starke, fuggire attraverso i giardini della fortezza. Greven voleva la sua vendetta verso Gerrard, così invece di distruggerlo con i mortali raggi della Predatrice preferì affrontarlo personalmente. Un attimo prima di scendere dalla Predatrice Greven aveva notato due figure cadere dal timone della Cavalcavento. Greven atterrò nei giardini di Volrath cercando un confronto con Gerrard. Greven fu molto soddisfatto nel notare che Mirri, la gatta guerriera e la migliore amica di Gerrard stava per essere sconfitta in duello da Crovax, che era stato mutato in vampiro dopo aver ucciso l'angelo di cui era innamorato. Selenia. Greven sapeva che ora Gerrard doveva prendere una decisione tra il combattere con lui e cercare di salvare Mirri o fuggire con la Cavalcavento lasciandola morire e Greven sapeva che il senso dell'onore di Gerrard non gli avrebbe mai permesso di lasciare l'amica a morire nelle mani di Crovax.
La predatrice fece apparentemente la cosa migliore sorpassando la più piccola Cavalcavento, ma la nave usò un potente artefatto che Greven non conosceva e fuggì da Rath attraversando un portale che il capitano della Predatrice credeva obsoleto. Greven furente osservò il portale chiuso dopo il passaggio della Cavalcavento e si schiantò contro di esso in una pioggia di pietre e metallo che si sbriciolò sulla sua stessa nave. Ciò che lo rendeva furente era il fastidio che questo avrebbe portato al suo padrone. La sua nave era quasi distrutta e Greven non aveva scelta, doveva tornare alla fortezza ed attendere il giudizio di Volrath. Fortunatamente però l'equipaggio della Predatrice localizzò un giovane mago precedentemente al servizio della Cavalcavento. Ertai. Che forse avrebbe potuto spiegare tutto al furente evincaro. Ci sarebbe voluto circa un mese prima che la nave tornasse ad essere definita il Flagello di Cielsudario. Greven fece ritorno alla fortezza in uno stato di confusione, e trovò i soldati un tempo perfetti nella stessa condizione. Una volta incontratosi con Dorlan, il ciambellano della Fortezza, Greven cominciò a fargli domande su cosa avesse ridotto la fortezza in quello stato. Oltre alla notizia della fuga dei due prigionieri Tahngart e Karn, Dorlan disse a Greven una notizia che attendeva da cinque anni: Volrath aveva lasciato la sua posizione di Evincaro di Rath. Evidentemente Volrath aveva lasciato il suo feudo per cercare una vendetta inseguendo Gerrard Capashen. Greven comprese immediatamente che i piani per l'invasione di Dominaria andavano cambiati immediatamente per fare in modo che tutto andasse come previsto. Greven si mise così in contatto con le alte sfere di Phyrexia, che erano apparentemente gia informate dell'abbandono di Volrath. Loro promisero che avrebbero mandato un loro emissario per sistemare tutte le cose alla fortezza nei pochi mesi che precedevano l'attesa invasione. L'emissario avrebbe dovuto radunare l'esercito di Rath, aumentare la produzione di mutaroccia e determinare i candidati per essere il nuovo evincaro di Rath. Se Greven e la sua armata avessero saputo la verità su chi era questo nuovo emissario forse il corso della storia di Dominaria sarebbe stato cambiato. L'emissario inoltre sarebbe servito da "lente" in modo che il vero signore di Phyrexia Yawghmot, potesse vedere in ogni momento nella Fortezza come fosse realmente lì. Greven, Dorlan, Ertai, ed il Sergente della Predatrice Nasser si recarono nell'Aule dei Sogni di Volrath per attendere l'arrivo dell'emissario di Phyrexia. Le figure tortuose dell'Aule dei Sogni diedero l'impressione di annunciare l'arrivo di un essere dalla potenza spaventosa. Tuttavia era difficile che questi fosse il nuovo emissario. Era Crovax di Urborg che reclamava di essere il nuovo Evincaro di Rath. Greven ha cercato subito di uccidere il vampiro sul posto, non comprendendo la macchinazione dei Phyrexiani fatta sul giovane nobile. La disputa tuttavia non fu permessa, in quanto l'emissario di Phyrexia scelse quel preciso momento per arrivare. Alto circa due metri e mezzo in un armatura marrone che ne celava i tratti l'emissario fece la sua comparsa. Greven e gli altri lo osservarono con ammirazione ritenendolo degno di ricoprire una tale carica. L'emissario uscì dalla sua armatura protettiva e si rivelò nella sua vera forma, una giovane donna elfa, magra e alta circa un metro e sessanta. Belbe. In quanto emissario Belbe ha cominciato subito a sistemare ed ordinare le cose come andavano fatte. E disse a Crovax che avrebbe dovuto praticare un addestramento prima di reclamare la posizione di Evincaro. Lo stesso venne detto ad Ertai, visto che Belbe aveva notato una particolare aura magica. L'invito venne esteso anche a Greven, che però declinò rapidamente la proposta preferendo di restare stabile nella sua posizione di comandante della Predatrice. Vedendo come cinque dei sei precedenti evincari erano stati uccisi, pare che Greven abbia preso una saggia decisione. Mentre Ertai continuava il suo addestramento, Crovax prese una parte dell'esercito di Rath per distruggere gli elfi e le forze ribelli che avevano occupato la Foresta di Cielsudario. Frattanto Greven assisteva alla ricostruzione della nave volante di Phyrexia, la Predatrice. Proprio durante questo periodo a Greven si avvicinò uno sconosciuto, un uomo di Kor al servizio dei Pescatori di Anime, delle spie che lavoravano alla Fortezza sotto il comando del precedente Evincaro. Quest'uomo, Furah, informò Greven che Eladamri aveva radunato le tribù di Kor, Dal e Vec sotto un vessillo comune contro la Fortezza. Furah sparì immediatamente dopo aver lasciato il messaggio a Greven per regni sconosciuti. Crovax aveva lasciato la Fortezza con la metà dell'esercito soltanto e Greven andò a segnalare le sue preoccupazioni a Belbe a riguardo di un probabile nuovo attacco contro la Fortezza da parte dei ribelli. Fu Ertai ad avere una brillante idea, prendere in ostaggio metà delle tribù traditrici dei il-Vec, il-Kor ed il-Dal che vivevano nella Città dei Traditori all'interno della Fortezza. Ciò avrebbe dissuaso gli abitanti all'interno della Fortezza di seguire la ribellione di Eladamri. Greven seguì a pieno questa operazione prendendo come prigionieri oltre cinquemila uomini dei cittadini ancora fedeli alla Fortezza. Alla fine il momento che Greven aveva atteso con tanti sacrifici era finalmente giunto e la Predatrice era nuovamente nei cieli. La nave volò fino ai confini della foresta di Cielsudario e trovò le armate di Crovax in una condizione di sconfitta. Greven comprese che le armate dovevano aver trovato la morte all'interno di Cielsudario e che Crovax era stato apparentemente abbandonato al suo destino. Nei giorni seguenti però tutte le preoccupazioni di Greven svanirono grazie alla cattura di un uomo che inseguivano da quasi trent'anni. Eladamri, il Signore delle Foglie. La Predatrice riportò indietro l'esercito sconfitto della Fortezza, riportando anche il capo dei ribelli di Cielsudario. Greven fece un ritorno trionfale alla fortezza di Crovax, ma trovò la sua sede ridotta in modo infernale. Greven venne a sapere che Crovax era riuscito a ritornare alla Fortezza e che dopo aver scoperto gli ostaggi li aveva personalmente uccisi tutti e cinquemila. Ertai intanto era stato alterato con una costante infusione di Mana Nero dai caricatori di Volrath, incrementando il suo potere, anche se solo marginalmente. Tuttavia Belbe non aveva ancora scelto il successore di Volrath. Accadde in quel periodo che Greven rincontrò Furah degli il-Kor, un uomo che era molto più di ciò che voleva apparire. Furah fece un incredibile rivelazione a Greven, un qualcosa che avrebbe cambiato completamente il corso della scelta per il nuovo evincaro. Furah non era infatti una comune spia il-Kor, ma era l'unico uomo in grado di terrorizzare Greven, Volrath.
Greven portò Eladamri a Belbe, e non appena l'elfo notò le fatture di Belbe andò improvvisamente in ira cercando di uccidere l'emissario. Greven venne a sapere più tardi che Belbe era stata creata dal corpo di Avila, la figlia di Eladamri. Greven si stava preparando a torturare Eladamri, ma una cosa lo bloccò. La Predatrice era stata nuovamente distrutta, stavolta pareva dai soldati al servizio di Rath. Ma tutto questo poteva attendere, la cerimonia per l'investitura dell'evincaro stava per iniziare. Belbe proclamò la sua decisione in molto tempo. Greven aveva rifiutato di competere per raggiungere la posizione di evincaro. Ertai non era ancora abbastanza potente da poter sfidare Crovax. Ed il nobile di Urborg sembrava l'unica scelta logica. Il potere concessogli da Yawghmot lo rendeva superiore a qualsiasi vampiro, Crovax poteva assorbire direttamente l'essenza della vita di chiunque uccidesse alimentando il suo potere. Dopo la morte dei cinquemila prigionieri Crovax era divenuto più potente di quanto si potesse immaginare. Era giunto il momento che Crovax fosse incoronato come nuovo evincaro di Rath. Giusto un attimo prima dell'incoronazione di Crovax, una sfera di mana entrò nella stanza prendendo il controllo di Belbe e costringendola a fuggire dalla stanza del trono della Fortezza. Crovax seguì l'emissario ansioso che il suo titolo fosse finalmente legittimato. Crovax sentiva che stava per raggiungere il suo obiettivo definitivo, ma la cerimonia fu interrotta da Greven il-Vec che diceva che vi era ancora un candidato. Dalla folla avanzò Furah che dopo alcuni passi mutò il suo aspetto riprendendo la sua forma originaria, quella di Volrath, sesto evincaro di Rath. Belbe così propose un duello. Volrath contro Crovax, il vincitore sarebbe stato il nuovo evincaro di Rath. Lo scontro iniziò subito ed i due cercarono immediatamente di uccidersi a vicenda. Ertai intanto seguiva la battaglia con un dubbio nella mente. La decisione era molto complessa, secondo gli ordini di Volrath, Ertai sarebbe dovuto morire in quanto aveva partecipato all'incursione della Cavalcavento. Se Crovax fosse stato incoronato evincaro, Ertai fosse avrebbe avuto la stessa sorte, ma forse avrebbe continuato a vivere se fosse stato utile al Vampiro. Così Ertai mosso dalla disperazione cercò di mettere in difficoltà Volrath sfruttando uno dei suoi incantesimi. Agli occhi di tutti apparve che il precedente evincaro fosse solo inciampato. Solo a pochi la mossa di Ertai fu apparente. Crovax aveva vinto e Belbe gli assegnò il suo premio: la posizione dell'evincaro di Rath. Crovax fu molto soddisfatto di avere Ertai al suo servizio e lo lasciò in vita. Greven in ogni caso aveva solo trattato con il mostro che conosceva. La prima missione che assegnò il nuovo evincaro fu quella di liberarsi di tutti i ribelli presenti nella fortezza che si erano mascherati da soldati di Rath. Crovax, Belbe, Ertai e Greven radunarono tutti i ribelli ed il loro capo Eladamri nell'aule dei sogni con l'intenzione di sterminarli. Belbe tentò una mossa disperata dicendo che forse poteva riuscire a convincere i ribelli alla resa. Crovax accettò visto che aveva notato il tentativo di Eladamri di uccidere Belbe, un operazione che secondo Crovax andava completata. Belbe così entrò nell'aule dei sogni nel tentativo di prendere tempo. Ma quando dopo qualche tempo i soldati di Crovax entrarono trovarono solo tre ribelli all'interno ed il corpo senza vita di Belbe. Eladamri, Takara e la donna dei Vec che era stata catturata di recente non vennero più trovati. Ma Crovax sorrise. Le cose non potevano andare meglio. Con la nuova posizione di Crovax sul piano di Rath le cose cambiarono definitivamente. Greven mantenne la sua posizione di comandante della Predatrice con il desiderio di uccidere Gerrard Capashen e Tahngart, il minotauro di Talruum. Ertai era stato modificato dalla scienza di Phyrexia ed era divenuto un mostro a quattro braccia che necessitava di risucchiare le anime per poter lanciare al meglio i suoi incantesimi oscuri. E Volrarh il fiero dominatore del piano di un tempo era morto. Greven rimase a Rath fino al giorno che ogni servitore di Phyrexia attendeva. Il giorno della sovrapposizione planare di Rath su Dominaria. Greven giunse con la seconda ondata dell'assalto a Dominaria e si diresse a conquistare e proteggere l'isola di Urborg, la terra natia di Crovax. La Cavalcavento però finita la sua missione su Mercadia giunse con l'intenzione di annientare la Fortezza che era stata per molti di loro un incubo di morte. Questo era qualcosa che Greven non poteva permettere.
Mentre i suoi soldati tenevano l'equipaggio della Cavalcavento alla baia impegnato in un combattimento, Greven ingaggiò un furioso combattimento con Tahngart, una battaglia che attendeva da molto tempo. Tuttavia Greven sotto il controllo di Crovax non riusciva a fare le cose migliori. Così Greven fu ucciso e gettato sulla Predatrice ormai distrutta che fu mandata a schiantarsi direttamente contro la cima della Fortezza. Greven era morto. Ma forse non aveva mai vissuto. Schiavo di un padrone brutale che non si era mai interessato di lui o di quello che provava. Ed il burattino era stato lanciato nel fuoco dal burattinaio non appena aveva avuto nuovi burattini con cui giocare. |